THE PENITENT, Recensione di Catello Masullo

THE PENITENT, Recensione di Catello Masullo

(credits e sinossi da https://www.labiennale.org/it/cinema/2023/fuori-concorso/penitent-rational-man)

THE PENITENT – A RATIONAL MAN

Fuori Concorso

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Regia: Luca Barbareschi
Produzione: Eliseo Entertainment (Luca Barbareschi), Rai Cinema, RP Productions (Roman Polanski)
Durata: 120’
Lingua: Inglese
Paesi: Italia
Interpreti: Luca Barbareschi, Catherine McCormack, Adam James, Adrian Lester
Sceneggiatura: David Mamet
Fotografia: Michele D’Attanasio
Montaggio: Karolina Maciejewska
Scenografia: Massimo Santomarco
Costumi: Enrica Barbano
Musica: Andrea Bonini
Suono: Gianluca Scarlata
Effetti visivi: Monica Galantucci
Dalla pièce teatrale: The Penitent di David Mamet

 

SINOSSI

New York. Uno psichiatra vede deragliare la sua carriera e la sua vita privata dopo essersi rifiutato di testimoniare a favore di un ex paziente violento e instabile che ha causato la morte di diverse persone. L’appartenenza alla comunità LGBT del giovane paziente, il credo ebreo del dottore, la fame di notizie della stampa e il giudizio severo della legge, aggravati da un errore di stampa dell’editor di un giornale, sembrano essere gli elementi che fanno scatenare una reazione a catena esplosiva.
La gogna mediatica e l’accanimento del sistema giudiziario si sommano al dilemma morale nel professionista che si trincera dietro al giuramento di Ippocrate per difendersi dalle interrogazioni, dalle pressioni e dai tradimenti di tutti alla ricerca della verità. Chi è dunque il mostro? Il ragazzo? Il medico? La Stampa? La Giustizia? Chi può dirsi innocente?

COMMENTO DEL REGISTA

Ho amato la versione teatrale di questo testo tanto quanto amo la versione cinematografica che segue lo schema del thriller. La sceneggiatura scritta da un genio come David Mamet si ispira a un caso di cronaca, il caso Tarasoff. Protagonista della nostra storia è uno psicanalista a cui è stata distrutta la vita – come peraltro a molti professori universitari, docenti e manager – per l’accanimento di altri due protagonisti, che sono, nel film e nella vita, il sistema giudiziario invadente e la comunicazione pilotata.
Quando la vita privata di un uomo si scontra con il meccanismo di una comunicazione che non è divulgazione elaborativa di notizie, ma che invece è diffamazione, cioè provocazione visiva e intuitiva, decisa a dare giudizi piuttosto che a informare, nasce un conflitto. E se al conflitto partecipa anche un sistema giudiziario che individua una vittima al di fuori delle vittime reali e un colpevole in chi non è il vero colpevole, allora siamo in piena tragedia. Ma perché succede questo? Mamet dice: “Perché la natura umana è crudele”.

PRODUZIONE/DISTRIBUZIONE

PRODUZIONE 1: Luca Barbareschi – Eliseo Entertainment Spa
Via della Consulta, 1B
00184 – Roma, Italia
Tel. +39 066864849
Mob. +39 3281477735
f.alunno@eliseo-entertainment.it
http://www.eliseo-entertainment.it

PRODUZIONE 2: Paolo del Brocco – Rai Cinema
Piazza Adriana, 12
00193 – Roma, Italia
anna.pomara@raicinema.it
http://www.raicinema.it

DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE: Flavien Eripret – Goodfellas
65 rue de Dunkerque
75009 – Paris, France
Tel. +33 143132132
feripret@goodfellas.film
http://www.goodfellas.film

DISTRIBUZIONE ITALIANA: Luigi Lonigro – 01 Distribution
Tel. +39 3477590173
anna.pomara@raicinema.it

UFFICIO STAMPA: Paola Papi
Via degli Eucalipti, 8/a
0006 – Roma, Italia
Mob. +39 3382385838
paolapapi@yahoo.it

UFFICIO STAMPA ITALIANA: Maria Letizia Maffei – Eliseo Entertainment Spa
Via della Consulta, 1b
00184 – Roma, Italia
Tel. +39 066864849
Mob. +39 3356467974
ml.maffei@eliseo-entertainment.it

 

Recensione di Catello Masullo: Il film è tratto dalla pièce teatrale “The Penitent” di David Mamet, che è autore anche della sceneggiatura per la trasposizione sul grande schermo. A produrre, dirigere ed interpretare il film è Luca Barbareschi. Quando Barbareschi, nel 2019, ritirò il Premio collaterale della Mostra di Venezia, di Critica Sociale – Sorriso Diverso , in qualità di produttore, per il film “L’Ufficiale e la Spia”, del grande Roman Polanski, ci annunciò che aveva in mente un altro progetto sul tema della discriminazione a causa delle convinzioni religiose. Ed in effetti ci sono molte analogie tra il celeberrimo caso Dreyfus dei primi del ‘900 e quello dello psichiatra del terzo millennio di “The Penitent – a Rational Man”. La discriminazione religiosa, basata sul pregiudizio, e su sentimenti di vero razzismo, non è affatto cambiata nell’ultimo secolo, con conseguenze sempre devastanti sugli esseri umani che ne sono vittime. Il film non è solo importante ed indispensabile per la sua tematica di alto valore sociale, ma è anche un grande film per le sue eccelse qualità cinematografiche. Tiene gli spettatori incollati alle poltrone per due ore. Con atmosfere da thriller, l’incalzare incessante nello sviluppo della vicenda. Con colpi di scena a ripetizione, sapientemente dosati. Con una ricostruzione minuziosa e icastica della discriminazione sociale del protagonista, in quanto ebreo. La sceneggiatura di Mamet ha la precisione di un orologio svizzero. La messa in scena è portentosa. L’impianto narrativo, di stampo teatrale, è reso fluido e scorrevole con raffinate tecniche di ripresa cinematografica. Con scene da antologia, come quando l’avvocato parla al protagonista girandogli continuamente intorno, prima a camera fissa, e poi a camera che gira intorno ai due seguendo il movimento dell’avvocato stesso. Dialoghi serrati, colti, appassionati ed appassionanti. Impianto scenografico prodigioso. Confezione di gran classe. Attori superlativi, splendidamente diretti. Una menzione del tutto speciale merita la prova attoriale monumentale di Luca Barbareschi, la sua migliore di sempre, che materializza in modo insuperabile un uomo tutto d’un pezzo, fermo nella sua scelta morale e saldo nella fede nelle sue convinzioni.  Imperdibile.

 

Valutazione sintetica: 9