Roma Sotterranea, RECENSIONE DI CATELLO MASULLO
Credits e sinossi da https://cinemio.it/film-italiani/roma-sotterranea-documentario/66904/#google_vignette
Roma Sotterranea – una metro nella storia, una riscoperta delle meraviglie della città eterna grazie ai lavori per la nuova linea della metropolitana.
Roma Sotterranea, a tu per tu con la Storia
SINOSSI: Roma Sotterranea – una metro nella storia, in onda il 15 dicembre su History Channel, è un documentario prodotto da Mymax che nasce grazie all’intuito di Massimo My e Bettina Hatami.
La sinossi parte dai lavori di ampliamento della Metro C per Roma Capitale. Un lavoro ingegneristico e quasi di routine però, a Roma si trasforma in un incontro con la Storia e in una riscoperta di meraviglie passate. Le competenze impegnate nell’opera ingegneristica sono molteplici e sotto l’egida della sovrintendenza.
Il documentario mostra passo passo come i tecnici sono inciampati nella grande Storia aiutando a riscoprire meraviglie dimenticate.
Riemergono dall’oblio gli Auditoria di Adriano e la caserma di porta Metronia, una costruzione di ben 1700 metri quadrati.
Laurent Portes, il regista, e il narratore Domenico Strati, accompagnano lo spettatore, ma a parlare sono le immagini.
La scoperta di due ambienti tanto preziosi, impone modifiche. La civiltà contemporanea non può cancellare ma deve convivere con il passato perché la storia è vita.
Roma sotterranea, dietro le quinte
La fotografia di Tommaso Cane e Gabriele Efrati, l’uso sapiente dei droni mostrano il lavoro chirurgico che ha consentito di fare convivere storia e modernità trasformando in un sito archeologico una stazione metro. Passato e presente si incontrano e camminano insieme come dovrebbe essere.
Ha collaborato alla realizzazione del documentario Claudia Devoto, consulente archeologica preparata e rigorosa.
Roma Sotterranea – una metro nella storia, conferma l’attenzione che riserva History Channel alle scoperte archeologiche e il suo impegno nel campo della divulgazione.
RECENSIONE DI CATELLO MASULLO: La voce narrante, ad esergo iniziale di questo docufilm, della durata di poco più di 50 minuti, ci immerge immediatamente in quello che stiamo per vedere:” Camminare nel centro storico è come muoversi nel più grande museo all’aria aperta del mondo”. E ancora: “La Cloaca Maxima è la più antica fognatura e perfettamente ancora funzionante, 2700 anni dopo la costruzione del VII secolo a.C.” e “La caserma romana di Porta Metronia è stata smontata e rimontata esattamente nello stesso punto del ritrovamento, dopo aver costruito sotto di essa la stazione della Metro C”. La costruzione della Metro C di Roma ha suscitato molte discussioni. Ricordo di aver partecipato personalmente, anni fa, ad una conferenza stampa ristretta, indetta da Carlo Ripa di Meana, allora Presidente Nazionale di Italia Nostra (la benemerita Associazione Culturale senza scopo di lucro che da oltre 70 anni si batte perla tutela del patrimonio storico, archeologico, artistico e paesaggistico del nostro paese), nella piccola sede della sezione Romana, in via dei Gracchi, durante la quale fece una sintesi spietata, ma icastica, dello stato dei lavori a quell’epoca: “è stata realizzata la metà del percorso nel doppio del tempo e del costo previsti!”. A quell’epoca era esattamente così, dopo 45 (e sottolineo quarantacinque) perizie di variante, che avevano ritardato e fatto lievitare i costi oltre ogni misura. Forse non ci si poteva aspettare nulla di diverso. Il sottosuolo di Roma è quello più ricco di inestimabili resti storico/archeologici/artistici, di valore inestimabile, del mondo intero. L’errore, se così si può definire, il peccato originale” di base, è stato quello della convinzione dei progettisti e dei decisori politici delle varie epoche, che, proprio per ovviare ai problemi della archeologia, si dovesse ipotizzare di realizzare dei tunnel molto profondi, oltre 30 metri sotto la superficie, per andare ad interessare il basamento di argille azzurre plioceniche sul quale è stata stratificata Roma nei millenni. Non considerando che una metropolitana non è fatta solo di tunnel, ma anche di risalite e di stazioni di superficie, che, ovviamente, non potevano non interessare l’archeologia. Se si fosse adottata la tecnica, largamente utilizzata in altri paesi, di realizzare metro relativamente superficiali, fino a 8/10 metri di profondità, interessando solo gli strati più recenti che sono stati sovrapposti nei secoli e nei millenni a quelli più antichi, si sarebbe, forse, potuto realizzare le metro a Roma nella metà del tempo e dei costi. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Non si sarebbero, infatti, fatte le mirabolanti scoperte che vengono mostrate in questo film, un documento straordinario, di grande interesse e di grande bellezza, da non perdere.
VALUTAZIONE SINTETICA: 9
