PICCOLO MIRACOLO, RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

PICCOLO MIRACOLO, RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

Credits e sinossi da cinematografo.it

 

Piccolo miracolo

ITALIA 2026

SINOSSI: Davide Lancia, ricco quarantenne dai gusti raffinati e un debole per tutto ciò che è bello, dalle donne all’arte, deve la sua fortuna al fatto di essere figlio di uno dei più potenti e spregiudicati costruttori romani. Il padre, per spronarlo, gli offre l’occasione per dimostrare finalmente di poter essere il degno erede del suo impero: dovrà demolire una palazzina malandata e realizzare al suo posto un edificio di lusso. Un affare al quale Davide non può rinunciare. Nella palazzina però vive ancora una inquilina che non intende lasciare il suo appartamento: Ursula, una donna cieca, bella, determinata e battagliera. L’incontro con Ursula scompaginerà i piani di Davide e gli permetterà di aprirsi a un nuovo modo di vivere e vedere le cose.

Regia: Guido Chiesa

Attori: Marco d’Amore – Davide Lancia, Greta Scarano – Ursula, Giorgio ColangeliMariangela D’AbbraccioPierluigi GiganteLaura AdrianiGian Marco Tognazzi

Soggetto: Edoardo LeoNicoletta Micheli

Montaggio: Luca Gasparini

Scenografia: Roberto De Angelis

Colore: C

Produzione: Alessandro Usai, Pier Paolo Luciani, Edoardo Leo

Distribuzione: 01 Distribution

Data uscita: 2026-06-25

 

 RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:

“È tutto loro quel che luccica”, questo gioco di parole, vergato con un pennello su una saracinesca della periferia romana, ci disegna le condizioni al contorno e ci fa capire come vanno le cose in quella parte di mondo. Ci vuole proprio un miracolo, magari piccolo, per uscire dal degrado e dalla rassegnazione di quelle periferie senza speranze. Il miracolo di una fiaba. Questo film è una fiaba sentimentale. Che, forse, manca alla ampia panoplia dei generi che Guido Chiesa ha frequentato nella sua bella carriera di cineasta. Una bella sorpresa, che ti allarga il cuore. Come i film del sogno americano di Frank Capra. Qui mutuato in “sogno borgataro”. Film bello, delicato, garbato nelle sue (inevitabili) ruvidezze. Le ambientazioni sono talmente “vere” da trovarsi in opposizione ossimorica con i toni favolistici. E anche questo bilanciamento di toni è un miracolo, un miracolo di regia (e anche di scrittura, dove si avverte la conoscenza profonda di luoghi e condizioni da parte degli estensori del soggetto, Edoardo Leo e Nicoletta Micheli). Formidabili le recitazioni, tutte, co-protagonisti e protagonisti. Misurato, un miracolo di sottrazione, quella di Marco d’Amore, strepitosa quella di Greta Scarano, che ha convinto la Giuria del Taormina Film Festival che le ha attribuito il meritatissimo Premio per Migliore Attrice. Da non perdere.

 

VALUTAZIONE SINTETICA: 7.5/8