Bunker RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

Bunker RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

Venezia 83 Concorso

Credits e sinossi: https://www.labiennale.org/it/cinema/2026/venezia-83-concorso/bunker

Regia: Florian Zeller
Produzione: Blue Morning Pictures (Florian Zeller, Federica Sainte-Rose), Mod Producciones (Simon de Santiago, Fernando Bovaira), Pathé Films, Mediawan, Entourage Pictures
Durata: 126’
Lingua: Inglese, Spagnolo
Paesi: Francia, Spagna
Interpreti: Penélope Cruz, Javier Bardem, Stephen Graham, Paul Dano, Patrick Schwarzenegger
Sceneggiatura: Florian Zeller
Fotografia: Ben Smithard
Montaggio: Yorgos Lamprinos
Scenografia: Alain Bainée
Costumi: Sonia Grande
Musica: Volker Bertelmann
Suono: Jorge Adrados, Raphaël Sohier
Effetti visivi: Arnaud Fouquet

 

Makeup: Pablo Iglesias Dimitroff, Miguel Sesé Guillot

 

Sinossi

Quando un architetto accetta un progetto moralmente ambiguo – costruire un bunker per la sopravvivenza destinato a un magnate della tecnologia – sua moglie comincia a mettere in discussione il loro matrimonio, dopo diciassette anni insieme. Bunker è un thriller drammatico che esamina le sfide emotive e morali affrontate da una coppia mentre le angosce di un mondo sempre più incerto iniziano a ridefinire il loro legame, indagando le paure, i dubbi e i dilemmi etici che caratterizzano il nostro tempo.

Commento del regista

Alcuni anni fa mi sono imbattuto in un articolo che raccontava della costruzione, da parte di un magnate della tecnologia, di un bunker di sopravvivenza alle Hawaii. Ricordo di essermi chiesto: “Sa forse qualcosa che noi non sappiamo?”. Mi è parso un paradosso folgorante: l’uomo che aveva edificato la propria fortuna sull’idea di connettere le persone si stava preparando all’isolamento. Non stiamo forse tutti, in qualche modo, andando alla deriva come isole? Bunker sfiora diverse tematiche contemporanee: la paura del futuro, le minacce ecologiche, il divario sociale in aumento e l’individualismo sfrenato. Ma lo fa attraverso una lente profondamente personale: una coppia che lotta con sé stessa. Ho scritto Bunker per Penélope Cruz e Javier Bardem, che sono stati il punto di partenza e ispirazione per questo progetto – non solo perché sono tra gli interpreti di maggior talento della scena contemporanea, ma anche perché costituiscono una coppia emblematica. Ho voluto esplorare l’amore, la fedeltà e il perdono collocando al contempo lo spettatore in una posizione di deliberata ambiguità. A cosa siamo invitati ad assistere, esattamente? A uno squarcio di realtà? A una finzione? O magari a un meta-esame della verità? In questo senso, Bunker ci invita a seguire il percorso di riavvicinamento tra un uomo e una donna che si amano, ma che, giunti a metà della vita, devono trovare un nuovo modo per esprimere questo amore.

Produzione/Distribuzione

PRODUZIONE 1:
Blue Morning Pictures – Federica Sainte-Rose, Florian Zeller
624 N Maple Dr, Beverly Hills, CA, 90210, United States of America
E-mail: fsainterose@bluemorning-pictures.com

PRODUZIONE 2:
MOD Producciones – Fernando Bovaira, Simon De Santiago
Paseo de la Habana, 12
28036 Madrid, Spain
E-mail: info@modmedia.es

DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE:
Filmnation Entertainment – Alice Laffillé
150 W 22nd Street
10011 New York, United States of America
E-mail: alaffille@filmnation.com

DISTRIBUZIONE ITALIANA:
Notorious – Irene Tomio
Largo Brindisi 2
00182 Rome, Italy
E-mail: i.tomio@notoriouspictures.it

UFFICIO STAMPA:
DDA
E-mail: bunker@ddaglobal.com

UFFICIO STAMPA ITALIANO:
Pierluigi Manzo, Alessio Piccirillo – MANZOPICCIRILLO
Tel: +39 3470133173 / +39 393.9328580
E-mail: info@manzopiccirillo.com

 

RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:

Florian Zeller, parigino 47enne, definito dal Times come “il drammaturgo più emozionante del nostro tempo”. Ha, infatti, scritto 10 opere teatrali di successo planetario, rappresentate in 45 paesi. La sua pièce “The Father”, quella dai maggiori riconoscimenti, ha coinciso anche con il suo esordio alla regia cinematografica nel 2020, seguito da altri film rimarchevoli, come “The Son” nel 2022. Con questo “Bunker” conferma tutta la sua capacità di analisi introspettiva dei rapporti tra persone intimamente legate. Durante una cena tra amici, che si complimentavano della eccezionale durata, 17 anni, della relazione tra i protagonisti, splendidamente interpretati da Javiem Bardem e Penelope Cruz, quest’ultima così spiega: “Io penso che una cosa duri se la consideri fragile…perché, per paura che si rompa, la tratti con molta cura… è quando una cosa la consideri solida che si potrebbe rompere.”. Una solidità di rapporto che viene, in effetti, messa in crisi a causa della intenzione di Bardem di considerare la proposta di un grande incarico da parte di un magnate per realizzare un enorme Bunker sotterraneo alle Hawaii. “Più ricchi sono, più fifoni diventano… hanno paura di perdere quello che hanno.. vogliono restare immortali… sono i nuovi faraoni, una volta chiedevano di fare piramidi, oggi bunker”, è il feroce commento. Impeccabile lo sviluppo drammaturgico, capace di scavare nel profondo, più profondo del bunker…, delle relazioni interpersonali. Che non possono essere mai considerate come scontate. Ma che devono essere sottoposte a cure e attenzioni continue, per quanto solide esse siano. Per farlo al massimo livello, Florian Zeller ha immaginato, già in fase di scrittura, di avvalersi di due “stradivari” dell’arte recitativa, come Javiem Bardem e Penelope Cruz. Che valgono da soli il prezzo dei biglietto. Da non perdere.

VALUTAZIONE SINTETICA : 8