The Burning Giants RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

Da sx IL MODERATORE, PAOLO BERTOLIN, IL PRODUTTORE ED I COMPONENTI DELLA TROUPE E DEL CAST (FOTO DI CATELLO MASULLO, 7 SETTEMBRE )

 

The Burning Giants RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

Yak mai (The Burning Giants)

Orizzonti

Credits e sinossi: https://www.labiennale.org/it/cinema/2026/orizzonti/yak-mai-burning-giants

Regia: Phuttiphong Aroonpheng
Produzione: Diversion (Mai Meksawan), 13 Little Pictures (Bee Thiam Tan), Nord-Ouest Films (Ola Byszuk), Sluizer Film Productions (Anouk Sluizer)
Durata: 118’
Lingua: Thai, Karen
Paesi: Thailandia, Francia, Singapore, Paesi Bassi
Interpreti: Awat Ratanapintha, Pakapol Srirongmuang, Waywiree Ittianunkul, Thanatwut Rodpai
Sceneggiatura: Phuttiphong Aroonpheng
Fotografia: Emo Weemhoff
Montaggio: Daniel Hui
Scenografia: Sarawut Karwnamyen, Wan Ping Looi
Costumi: Keerati Modkeaw, Monsicha Phromsri
Musica: Christine Ott, Mathieu Gabry
Suono: Chalermrat Kaweewattana, Lim Ting Li, Nopawat Likitwong
Effetti visivi: Tatchapon Lertwirojkul, Prin Nimmannitya, Adam Abdularee

Sinossi

Una misteriosa nube di fumo avvolge la Thailandia occidentale, provocando una strana malattia infettiva i cui sintomi ricordano ustioni causate da un fuoco invisibile. Un uomo di etnia Karen viene arrestato nel cuore della giungla e condotto in un centro di quarantena. Lì, sogna di far ritorno tra le montagne della sua terra: lo stesso desiderio è condiviso dalla moglie, rifugiatasi a Bangkok. Ma la loro speranza è minacciata dalle guardie forestali, decise a dare alle fiamme il loro villaggio per fare spazio a un parco nazionale. Oltre la cortina di fumo, nascosto nella giungla, sorge un teatro abbandonato, infestato dagli spiriti di soldati- orchi in fuga dall’esercito del Re durante un’antica guerra che sembra riecheggiare la lotta degli abitanti del villaggio.

Commento del regista

Ispirato alla storia vera di Billy, attivista di etnia Karen scomparso dopo essersi opposto allo sgombero forzato del suo villaggio, Yak Mai racconta la violenza inflitta alle comunità cancellate in nome del progresso nazionale. Intrecciando realtà storica, mito e fantasia, Phuttiphong Aroonpheng traccia un parallelo tra la lotta degli abitanti e l’antico poema epico Rāmāyaṇa, mettendo in discussione le narrazioni con cui si giustifica l’oppressione e si mettono a tacere le voci delle minoranze. Tra fumo, presenze spettrali e memoria, il film si fa elegia delle vite dimenticate e profonda meditazione sull’appartenenza, lo sradicamento e la resistenza.

Produzione/distribuzione

PRODUZIONE 1:
Diversion – Mai Meksawan
220/4 Soi Ladprao 42, Lane 4-1
10310 Bangkok, Thailand
Tel: +66 865666768
E-mail: films@diversion-th.com
Web: www.diversion-th.com
Social Media: @diversion.th – Instagram

PRODUZIONE 2:
13 Little Pictures – Bee Thiam Tan
5000M Marine Parade Road #13-56 Lagoon View
449294 Singapore, Singapore
Tel: +65 97689986
E-mail: bthiam@gmail.com Web: www.13littlepictures.com

PRODUZIONE 3:
Nord-Ouest Films – Ola Byszuk
41 rue de la Tour d Auvergne
75009 Paris, France
E-mail: ola@nord-ouest.fr Web: www.nord-ouest.com

PRODUZIONE 4:
Sluizer Film Productions – Anouk Sluizer
Zwanenplein 105
1021 CK Amsterdam, Netherlands
Tel: +31 620528098
E-mail: sluizerfilm@gmail.com
Web: www.sluizerfilmproductions.com

DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE:
Lucky Number – Ola Byszuk
18 rue de Boétie
75008 Paris, France
E-mail: sales@luckynumber.fr
Web: www.luckynumber.fr
Social Media: @luckynumber_films – Instagram

UFFICIO STAMPA:
Gordon Spragg, Michael Arnon – WOLF Consultants
Tel: +49 171 6466 970
E-mail: hello@wolf-con.com

 

RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:

Questo film è diviso in due film. Un primo film su un misterioso fumo che scaturisce sulle montagne e diffonde un morbo che uccide le persone con atroci ustioni. Il secondo film, apparentemente con nessun nesso con il precedente, racconta il mito del testo molto noto nella tradizione culturale tailandese, il “Rāmāyaṇa”. Il legante tra i due film è il parallelo della lotta di ribellione degli abitanti delle montagne, che sono scacciati con la forza dalle loro abitazioni per far posto alla speculazione del grande capitale con le lotte che vengono narrate dall’antico mito epico del Rāmāyaṇa. Il film è ricco di suggestioni visive e culturali. Interessanti.

Curiosità, ho chiesto al regista: “Il mito della città di Lanka, distrutta perché il suo re aveva rapito la moglie del re di un altro regno, sembra ricordare il mito ellenico della battaglia di Troia. C’è stata una qualche ispirazione? E poi, il fumo non permette di distinguere i nemici dagli amici fino a spingere gli amici ad uccidersi tra loro?”. La risposta di Phuttiphong Aroonpheng: “non so nulla della città di Troia”. È allora intervenuto il moderatore Paolo Bertolin: “ma noi non sappiamo nulla di Ramayana!”. Ha completato la risposta il regista: “Rāmāyaṇa è la storia del re Rama e del re dei giganti. Non racconta la storia della città di Lanka. L’ho voluta raccontare io, anche la canzone che spiega il mito l’ho inserita io”.

 

VALUTAZIONE SINTETICA : 7