Un détour par Diane RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

Da sx: Ninon Borsei, Sandrine Blancke, Raphaël Balboni (regista), Ann Sirot (regista), Alessandra De Luca (moderatrice). (Foto di Catello Masullo, 5 settembre 2026)

 

Un détour par Diane RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

Un détour par Diane

Orizzonti

Sinossi e credits: https://www.labiennale.org/it/cinema/2026/orizzonti/un-d%C3%A9tour-par-diane

Regia: Ann Sirot, Raphaël Balboni
Produzione: Les Films du Fleuve (Delphine Tomson, Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne), Marianne Productions (Alice Bloch)
Durata: 92’
Lingua: Francese
Paesi: Belgio, Francia
Interpreti: Ninon Borsei, Lucas Meister, Sandrine Blancke, Peter Van Den Begin, Naidra Ayadi
Sceneggiatura: Ann Sirot, Raphaël Balboni
Fotografia: Fiona Braillon
Montaggio: Sophie Vercruysse, Raphaël Balboni
Scenografia: Špela Tušar
Costumi: Frédérick Denis
Musica: Julie Roué
Suono: Aline Huber, Josefina Rodriguez, Laure Arto

 

Makeup: Siem Pascaud Mijmer

 

Programma Cinema 2026 (Pubblico)

05/09 16:30 Sala Darsena
06/09 14:30 PalaBiennale

Programma Cinema 2026 (Accreditati)

05/09 16:30 Sala Darsena
06/09 14:30 PalaBiennale

Sinossi

Diane disprezza gli uomini tanto quanto li desidera. Sua madre è stata violentata tre anni prima della sua nascita. Quando Diane lo scopre, ha un solo obiettivo: vendicarla. Ma la madre ha un unico pensiero in testa: diventare finalmente la donna che sarebbe dovuta essere. Tra chi vuole ricordare e chi vuole dimenticare, la tensione sale alle stelle.

Commento dei registi

Un détour par Diane intende indagare le modalità subdole di trasmissione dei traumi attraverso le barriere che erigiamo per dimenticare il passato, attraverso i compiti che inconsciamente affidiamo ai figli che mettiamo al mondo per poter andare avanti e attraverso il silenzio del segreto, che corrompe l’autenticità di ogni nostro legame. E una volta che il segreto esplode all’improvviso in faccia a Diane come una bolla di sapone – facendone la prima depositaria – si manifesta tutta la complessità della sua posizione: quella di chi ora sa, ma a cui si chiede di tacere. La prigione del segreto si è allargata fino a includere una terza persona. Diane si trova così a coesistere in uno spazio mentale soffocante, stretta tra la vittima e l’aggressore, lacerata tra la brama di portare tutto alla luce per ottenere giustizia e la supplica della madre di mantenere il silenzio, per risparmiarle la bufera che una simile rivelazione scatenerebbe. In questo western dell’intimo, in cui le aride immensità da attraversare sono quelle dell’anima, assistiamo al riaffiorare di quel nucleo di violenza che giaceva nascosto negli anfratti del passato e che, dalla sua cavità segreta, aveva contaminato l’intera falda sotterranea. Diane cerca di orientarsi in queste acque torbide alla ricerca di una vendetta che possa aprirle un varco verso un mondo migliore.

Produzione/distribuzione

PRODUZIONE 1:
Les Films du Fleuve – Delphine Tomson, Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne,
Quai de Gaulle 13
4020 Liège, Belgium
Tel: +32 43495690
E-mail: info@lesfilmsdufleuve.be
Web: http://www.lesfilmsdufleuve.be
Social Media: @lesfilmsdufleuve – Instagram, Les Films du Fleuve – Facebook, Les Films du Fleuve – LinkedIn

PRODUZIONE 2:
Marianne Productions – Alice Bloch,
1 rue Oberkampf
75011 Paris, France
Tel: +33 1 88 61 69 33
E-mail: contact@marianneproductions.fr
Social Media: @marianne productions – Instagram, Marianne Productions – Facebook

DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE:
Pyramide International – Eric Lagesse, Agathe Mauruc
32 rue de l’échiquier
75010 Paris, France
Tel: +33 01 42 96 02 20
E-mail: elagesse@pyramidefilms.com; amauruc@pyramidefilms.com
Web: https://www.pyramidefilms.com/
Social Media: @pyramide.international – Instagram

UFFICIO STAMPA:
Barbara Van Lombeek – THE PR FACTORY
Tel: +32 486 54 64 80
E-mail: barbara@theprfactory.com

Marie-France Dupagne – THE PR FACTORY
Tel: +32 477 62 67 70
E-mail: mariefrance@theprfactory.com

Ulteriori addetti: Barbara – Van Lombeek – barbara@theprfactory.com

 

RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:

Una bella sorpresa questo film belga, con la zampino produttivo/distributivo dei mitici fratelli Dardenne. Un film in cui la protagonista assoluta, la Diane del titolo, interpretata da una straordinaria Ninon Borsei, è una vera forza della natura: ribelle, anarchica, diffidente verso gli uomini, libera, femminista, irriverente, sfacciata, impulsiva, frequentemente manesca, indipendente da tutto e da tutti. Il film ne è pervaso, risultando divertente, rutilante, imprevedibile, coinvolgente e travolgente. Un western che sostituisce le sabbie del deserto USA o messicano con quelle delle spiagge del nord del Belgio, che può essere letto su diversi livelli di interpretazione, nessuno dei quali banale. Politico, colto, sensibile alle tematiche della violenza di genere, così come a quelle della emancipazione femminile, è di quei film da andare a ricercare e da coltivare.

Curiosità, ho chiesto ai registi: “ ci dite qualcosa sulla scelta delle atmosfere western che avete voluto conferire al vostro film? Dai cappelli, agli stivali, perfino alcune musiche, e anche la mitica nonna che cavalca come un cow-boy? La risposta di Ann Sirot: “le storie di sopravvivenza, le violenze sessuali sono epiche, il genere western sono storie di vendette, storie di sangue e duelli. Era adeguato a violenze venute fuori dopo decenni.”

 

La più bella battuta quella della nonna a Diane : “Gli uomini sono come la radio, non è detto che devi ascoltarla per il solo fatto che è accesa!”.

VALUTAZIONE SINTETICA : 8