Union Town RECENSIONE DI ROSSELLA POZZA
Venice Open – Fuori Concorso
Credits e sinossi: https://www.labiennale.org/it/cinema/2026/venice-open-fuori-concorso/union-town
| Regia: | Barbara Kopple |
| Produzione: | Cabin Creek Films (Hannes Hosp, Barbara Kopple, Peter Palandjian) |
| Durata: | 106’ |
| Lingua: | Inglese |
| Paesi: | USA |
| Fotografia: | Timothy Grucza, Hannes Hosp, Rachel Beth Anderson |
| Montaggio: | Francisco Bello, Hannes Hosp, Deborah Peretz |
| Musica: | Jongnic Bontemps |
| Suono: | Guido Schierano, Michael Jones, Eric Perez |
Programma Cinema 2026 (Pubblico)
| 09/09 | 13:30 | Sala Grande | |
| 10/09 | 17:00 | Sala Volpi | |
| 10/09 | 19:00 | Astra 2 | |
| 10/09 | 21:30 | Astra 2 |
Programma Cinema 2026 (Accreditati)
| 09/09 | 13:30 | Sala Grande | |
| 10/09 | 17:00 | Sala Volpi | |
| 10/09 | 19:00 | Astra 2 | |
| 10/09 | 21:30 | Astra 2 |
sinossi
Dopo Harlan County U.S.A. e American Dream, Union Town completa la trilogia di Barbara Kopple dedicata ai diritti dei lavoratori. Il film segue il settore delle consegne dell’ultimo miglio a New York, mettendo in luce il ruolo fondamentale di chi vi opera in un momento di straordinaria rinascita del movimento sindacale nella più grande metropoli degli Stati Uniti. Attraverso le lotte sindacali all’interno di UPS, Amazon e della rete di rider delle piattaforme digitali, Union Town restituisce un ritratto del lavoro contemporaneo e delle nuove forme di organizzazione collettiva. Girato nell’arco di tre anni, il film si interroga sul significato della solidarietà in un mondo diviso tra chi detiene il potere e chi deve lottare per conquistarlo.
commento della regista
Il mio percorso nel cinema è iniziato con il tema del lavoro. Poco più che ventenne, ho avuto la straordinaria opportunità di vivere per due anni accanto ai minatori in sciopero della contea di Harlan, nel Kentucky, e di documentarne la lotta. Sono rimasta profondamente colpita da quelle persone, disposte a mettere a rischio il proprio sostentamento in nome della dignità e della giustizia. Le loro storie erano ignorate dai media tradizionali: erano gli invisibili, coloro che, con il proprio lavoro, sostenevano la promessa americana di uguaglianza e prosperità per tutti, pur restandone esclusi. L’esperienza di Harlan County U.S.A. e, successivamente, di American Dream mi ha fatto comprendere quanto i diritti dei lavoratori siano essenziali per una società giusta. A quasi trentacinque anni di distanza, sono profondamente onorata di poter tornare su questo tema, in un momento tanto entusiasmante quanto cruciale per il mondo del lavoro. Spero che questo film permetta di vedere la straordinaria forza e umanità di queste persone, che continuano a lottare non solo per se stesse, ma per tutti noi, nonostante le immense difficoltà che affrontano. Nella sua essenza, questo film è un atto di solidarietà con i lavoratori degli Stati Uniti e del resto del mondo.
PRODUZIONE/DISTRIBUZIONE
PRODUZIONE:
Cabin Creek Films – Hannes Hosp, Barbara Kopple, Peter Palandjian,
636 Broadway RM 406
10012 New York, United States of America
Tel: +1 2123432545
E-mail: production@cabincreekfilms.com
Web: http://www.cabincreekfilms.com/
Social Media: @cabincreekfilms.nyc – Instagram
DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE:
Autlook Filmsales – Stephanie Fuchs
Bernardgasse 39/9
1070 Vienna, Austria
Tel: +43 6702087881
E-mail: stephanie@autlookfilms.com
Web: http://www.autlookfilms.com/
Social Media: @autlookfilmsales – Instagram
UFFICIO STAMPA:
Susan Norget – Susan Norget Film Promotion
Tel: +1 9178333056
E-mail: susan@norget.com
NOTA : FILM CANDIDATO AL PREMIO : XVI edizione. Sorriso Diverso Venezia Award 2026
RECENSIONE DI ROSSELLA POZZA:
Scritte poste ad esergo inziale del film informano lo spettatore che ogni giorno a New York vengono consegnati a domicilio due milioni e mezzo di pacchi e mezzo milione di pasti, da parte dei lavoratori più sfruttati, umiliati e vilipesi dei nostri giorni. Costituiscono un fenomeno, praticamente invisibile, dai più silenziato, di un ritorno a un vero “schiavismo” nel terzo millennio. Impensabile durante la stagione mondiale di conquista di diritti dei lavoratori dello scorso secolo (solo pochi decenni orsono). Questi lavoratori sono, infatti sottoposti a inaccettabili ricatti occupazioni, con paghe da fame, stress lavorativi altissimi e la spada di Damocle del licenziamento in tronco e istantaneo per mezzo della semplice cancellazione della app che consente loro di lavorare. Con una condizione al contorno davvero agghiacciante: l’ambiente di lavoro, la città di New York, ha il poco invidiabile primato di “possedere” la peggiore aria da respirare del mondo. Una vergogna per i “giganti” dei profitti come Amazon, che sono dei “nani” in fatto di umanità e dignità.
VALUTAZIONE SINTETICA: 8
