La Favola del Filo d’ Argento RECENSIONE DI CATELLO MASULLO  

La Favola del Filo d’ Argento RECENSIONE DI CATELLO MASULLO  

Diego Monfredini Italia cortometraggio

 

Sinossi

Un filo d’argento si materializza scorre, viene utilizzato, si carica di impurità e deve essere depurato prima di essere restituito al mare.

 

RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:

Il cortometraggio “La Favola del Filo d’Argento”, diretto dal regista Diego Monfredini, è tra i tre finalisti della terza edizione del concorso cinematografico “I mille volti dell’acqua”, iniziativa, promossa dal gruppo Acea in stretta collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, per valorizzare opere inedite attraverso i linguaggi della fiction, del documentario o dell’animazione in grado di sensibilizzare il pubblico sulla sostenibilità e sulla tutela delle risorse idriche. Per l’edizione 2026, il tema del concorso è stato “Dalla depurazione nasce il mare che viviamo”, con l’intento di spiegare al grande pubblico del cinema l’intero ciclo dell’acqua, con particolare focus sulla importanza della sua salvaguardia in ogni singola fase. Il film del contest sono stati selezionati tra quasi cento opere candidate provenienti anche dall’estero, valutati da due distinte giurie. Acea festeggia quest’anno i vent’anni di partnership con la Festa del Cinema di Roma con uno spazio dedicato alla diffusione della cultura dell’acqua, dove spicca la presenza del “nasone”, la celebre fontanella simbolo della capitale. Per guidare i visitatori verso lo stand è stato steso il Blu Carpet, un tappeto tinto con i colori dell’acqua.

Il regista Diego Monfredini, filmmaker indipendente e reporter, nasce a Codogno il 13 aprile 1983. Studia a Bologna dove si laurea con una tesi sperimentale sul linguaggio cinematografico e la fisica quantistica. Guardando alla poesia dei lavori di Tarkovskij e Malick comincia ad affascinarsi dell’intero processo di produzione di un film, impegnandosi dalla scrittura al montaggio dei suoi cortometraggi, considerando la necessità del low budget come una risorsa per esprimersi a livello autorale. Nel 2011 dirige “La casa dei trenta rumori”, inserito dalla FICE nella rassegna dei film corti d’essai per il 2013. Il lavoro successivo “Malatedda”, ispirato a una storia di disagio psichico, è selezionato da oltre sessanta festival italiani e internazionali. Nel 2025 vince la terza edizione di “Borghi sul Set”, organizzato dal Cinecircolo Romano, con la mia direzione artistica, con il film “Ch la recchia”, un altissimo saggio di cinematografia “acustica”.

Con questo “La Favola del Filo d’Argento” realizza il suo migliore cortometraggio di sempre. Un capolavoro d’arte cinematografica. Con un miracolo di animazione materializza il filo argento del titolo che è potente metafora del ciclo dell’acqua : la pioggia, l’infiltrazione, lo scorrimento superficiale o acqua che sgorga dalle sorgenti, viene canalizzata, usata dagli uomini che la caricano di impurità, che vengono rappresentate, con una bellissima e potente metafora, come “nodi” che intrecciano il filo d’argento, fino a renderlo un inestricabile groviglio. Nodi che devono essere sciolti (leggasi impurità che devono essere depurate, rimosse), altrimenti la matassa non passa più nelle canalizzazioni. Solo dopo aver sciolto tutti i nodi (depurato l’acqua) il filo d’argento potrà tornare al mare in assoluto rispetto delle condizioni ambientali. Magistrale.

VALUTAZIONE SINTETICA : 10