Foto di tutti i protagonisti, ultimo a destra, con il microfono, il regista Fabrizio Galatea. (Foto di Catello Masullo, Maxxi, 16 ottobre 2026).
L’incontro RECENSIONE DI CATELLO MASULLO
L’incontro
Fabrizio Galatea, Italia, 2026, 94 min
16 ottobre 19:15 Maxxi Pub Acc Ingresso con biglietto
Sinossi
Giorgio Bazzega ha due anni quando, il 15 dicembre 1976, il padre viene ucciso da Walter Alasia, giovane esponente delle Brigate Rosse, a sua volta ammazzato nel conflitto a fuoco che ne segue. Crescendo, questa perdita diventa una ferita, che nell’adolescenza si trasforma in un percorso segnato dalla tossicodipendenza e dal desiderio di vendetta. Al culmine della parabola di rabbia e sofferenza, Giorgio entra in contatto con il Gruppo dell’incontro, ispirato ai principi della Giustizia Riparativa e nato con l’intento di far dialogare vittime e responsabili della lotta armata. Inizia così per lui un percorso fatto di ascolto, rivelazioni e incontri impossibili, in cui l’umanità dell’altro apre una via di trasformazione. Ripercorrendo la storia di Giorgio, il film attraversa le ferite vive degli anni di piombo e mostra come il riconoscimento reciproco possa diventare il primo passo verso una guarigione, personale e collettiva.
NOTE DI REGIA
L’idea di realizzare questo documentario nasce nel 2022, dalla giornata di Giustizia Riparativa. All’interno del gruppo mi è apparsa esemplare la storia di Giorgio Bazzega: figlio di Sergio Bazzega, poliziotto ucciso nel 1976 da Walter Alasia, giovane militante delle Brigate Rosse. Incontrare Giorgio è stata una lezione profonda.
Regia
Fabrizio Galatea
Nato a Torino nel 1968, Fabrizio Galatea si è formato a Parigi. Socio fondatore di Zenit Arti Audiovisive, ha realizzato documentari su arte, storia e memoria, presentati in musei e istituzioni internazionali (Peggy Guggenheim Collection, MACRO, Louvre). Nel 2017 ha realizzato il documentario Agostino Bonalumi – L’intelligenza dei materiali e nel 2018 Sa Femina Accabadora – La dama della buona morte e Piero Manzoni and ZERO.
Cast and Crew
Sceneggiatura:
Fabrizio Galatea
Fotografia:
Stefania Bona
Montaggio:
Marco Duretti
Musica:
Fabio Viana
Suono:
Niccolò Bosio
Produzione:
Zenit Arti Audiovisive
Coproduzione:
AAMOD
Distribuzione italiana:
Wanted Cinema
Distribuzione internazionale:
Zenit Arti Audiovisive
Ufficio Stampa Internazionale:
Lisa Menga – ECHO GROUP Tel: 347 5251051 – E-mail: menga@echogroup.it/echo@echogroup.it
NOTA : CANDIDATO AL SORRISO DIVERSO ROMA AWARD 2026
RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:
Film sorprendente, innanzi tutto per il contenuto, poi per la struttura, la confezione, l’uso magistrale del repertorio, sia fotografico che filmato, che si sposa fluidamente con il girato. Il contenuto ci fa scoprire la pratica della “giustizia riparativa”, sconosciuta ai più, ma di importanza fondamentale e rivelatrice. Ce lo rivela e ce lo illustra nel film, con efficacia, lo stesso protagonista, Giorgio Bazzega: “”Il tribunale è interessato alla verità e alla pena. E la vittima? Non viene vista. Il tribunale non è attrezzato a riconoscere il dolore della vittima. La giustizia riparativa fa proprio questo. … Il reato disumanizza la vittima, ma disumanizza anche chi lo commette… Il Gruppo de L’Incontro, di giustizia riparativa, spegne l’odio. Il percorso guarisce. Se ne esce cambiati. … Ho visto mio padre (la vittima del terrorismo, n.d.r.) che mi dava uno scappellotto e mi diceva: sei finalmente libero, hai spezzato la tua catena d’dio!”. Il film è avvincente e coinvolgente. Di grande ritmo e confezione. Da non perdere. Utile e raccomandabile la visione nelle classi scolastiche.
Curiosità, ho chiesto al regista: “Fabrizio, sono interessato, ancora più che a quello che dice il film, che è notevolissimo, a come lo dice. A caldo, appena terminata la visione, ho avuto la impressione che la costruzione drammaturgica è costruita con gli snodi narrativi che rispettano la struttura della “sospensione”, atta, cioè, a tenere sospesi gli spettatori, interessandoli a voler sempre sapere cosa succede nel fotogramma successivo. La tecnica resa famosa da Sir Alfred Hitchcock, uno che di cinema se ne intendeva. E, in effetti il film, pur se i “colpevoli” sono già noti fin dall’inizio, e quindi non è un thriller, si vede con il cuore in gola, attanagliati dallo sviluppo della narrazione. E, comunque, il colpo di scena finale c’è, e come, il protagonista assoluto, e inaspettato, si rivela Giorgio, che fa un grandissimo cambiamento e trasforma la tragedia personale in un mestiere di eccellenza. Come hai costruito la struttura?”. La risposta di Fabrizio Galatea: “l’approccio non è che ci siano i mostri, come Franco, da una parte, e poi, le vittime dall’altra, in bianco e nero, senza toni di grigio. In realtà Giorgio poteva diventare carnefice a sua volta Il meccanismo che suggerivi è su questa falsa riga. Anche la vittima è responsabile”.
VALUTAZIONE SINTETICA : 8
