The Secret Reading Club of Kabul RECENSIONE DI CATELLO MASULLO  

Da sx: Shakiba Adil, Elina Hirvonen, le registe. (Foto di Catello Masullo, Maxxi, 16 ottobre 2026)

 

The Secret Reading Club of Kabul RECENSIONE DI CATELLO MASULLO  

The Secret Reading Club of Kabul

Shakiba Adil, Elina Hirvonen, Finlandia, Norvegia, 2026, 94 min

16 ottobre 15:00 Maxxi

Sinossi

Nell’Afghanistan dei talebani, un gruppo di ragazze si riunisce per leggere in segreto. Ispirandosi a Anna Frank, documentano le loro vite: gli attacchi alle scuole, gli arresti mentre si pratica un’arte marziale, le minacce, l’esilio. In tutto ciò, il ritorno a casa della regista Shakiba Adil.

NOTA SUL FILM

Girato nell’arco di tre anni da Shakiba Adil (cresciuta sotto il primo regime talebano, in seguito prima donna ad apparire sulla televisione afghana e infine costretta due volte a fuggire dal suo Paese), che intreccia alla vicenda delle protagoniste la sua esperienza personale. La coregista è la scrittrice e documentarista finlandese Elina Hirvonen.

NOTE DI REGIA

Hirvonen segue l’attivismo delle donne afghane da oltre 20 anni, e lavorare al film è stato per lei un fatto di ascolto e responsabilità. Così Adil: “È una promessa: le voci delle donne afghane non saranno silenziate un’altra volta. Anche da qui, vogliamo che il mondo senta le loro voci”.

Regia

 

Shakiba Adil
Shakiba Adil è una documentarista, giornalista, educatrice e attivista afghana stabilitasi in Finlandia. Con la Ong franco-afghana Aina ha realizzato Afghanistan Unveiled, candidato a un Emmy.

Elina Hirvonen
Elina Hirvonen è una documentarista e autrice finlandese. Boiling Point è stato premiato nel 2017 a Lübeck e a Tenemos Que Ver in Uruguay. La Croce Rossa finlandese le ha assegnato lo Human Reach Award nel 2024.

Cast and Crew

Sceneggiatura:

Shakiba Adil, Elina Hirvonen

Fotografia:

Jarkko Virtanen, Ali Jalali, Jamil Yosufi, Dua*, Rakshana*, Mahtab* *pseudonimi per ragioni di sicurezza / pseudonyms for security reasons

Montaggio:

Annukka Lilja

Musica:

Mari Saino

Suono:

Frøde Loes Hvatum, Kimmo Vänttinen

Produttore:

Pauliina Piipponen, Marko Talli

Produzione:

Yellow Film & TV, Ten Thousand Images

Coproduttore:

Johanna Raita

Distribuzione internazionale:

Reinvent Yellow

 

NOTA : CANDIDATO AL SORRISO DIVERSO ROMA AWARD 2026

 

RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:

La cosa peggiore che può accadere ad un essere umano è nascere donna sotto il regime dei talebani in Afghanistan. Questo formidabile film ne è prova plastica e incontrovertibile. Girato clandestinamente, durante tre anni, con mezzi di fortuna, soprattutto smartphones, il film dimostra, con incredibile nitore di prova documentale, e con una impressionante e agghiacciante serie di dettagli, la più agghiacciante negazione dei diritti umani fondamentali delle donne che si registra al mondo, quella ai danni delle afghane, da parte del governo dei talebani. I diari di tre giovani donne, recitati fuori campo, ci guidano in questo scioccante percorso: “Ho giurato che fino a quando i talebani governeranno, non mi sposerò e non metterò al mondo una bambina. Non voglio che un’altra ragazza provi il dolore che sto provando io. … Perché Dio non fa nulla per le donne afghane? Il nostro Dio non è uguale a quello delle donne degli altri paesi? “. Un film urgente, necessario, che urla a tutto il mondo una realtà che non può essere ignorata oltre. Un atto di denuncia alta e di altissima valenza sociale. Da non perdere.

Curiosità, ho chiesto alla regista Afghana: “Shakiba, questo film sarà possibile vederlo in Afghanistan, anche se in modo clandestino? Che rischi corri per aver diretto questo film? Ritorsioni sui tuoi parenti in Afghanistan o anche per te fisicamente a Helsinki dove vivi ora? Come verrà distribuito il film? E, infine una curiosità, nel film viene mostrata una azione di somministrazione ai bambini di un vaccino. Sembra un vaccino contro la polio, ma mi meraviglia, perché i talebani combattono violentemente la vaccinazione anti-polio che considerano un frutto del demonio occidentale, che rende sterili le persone vaccinate”. La risposta di Shakiba Adil: “No, il film non potrà avere circolazione in Afghanistan. Rischio di ritorsioni sui miei parenti ancora nel paese ce ne sono. Dove vivo adesso invece li escluderei. Il film sta avendo una buona circuitazione nei festival internazionali dove ha anche avuto importanti riconoscimenti. La vaccinazione credo sia effettivamente contro la polio”.

 

VALUTAZIONE SINTETICA : 9