Un tranquillo funerale di famiglia RECENSIONE DI CATELLO MASULLO  

Da sx: Alessandra De Luca, moderatrice, Diego Abatantuono, Stefania Sandrelli, Massimiliano Bruno (regista/director) | Claudia Pandolfi, Pietro Sermonti,  Beatrice Arnera, Giulia Vecchio | Samanta Antonnicola, Alessandro Usai,  (produttori/producers) . (Foto di Catello Masullo, Sala Petrassi, 24 ottobre 2026).

 

Un tranquillo funerale di famiglia RECENSIONE DI CATELLO MASULLO  

Un tranquillo funerale di famiglia

Massimiliano Bruno, Italia, 2026, 98 min25 ottobre 18:30 Sala Sinopoli

Sinossi

Nel giorno del funerale del patriarca della famiglia Mancuso, i due figli Daria e Riccardo si ritrovano a fare i conti con rancori mai sopiti e segreti inconfessati.
Quella che dovrebbe essere una solenne cerimonia di commiato si trasforma presto in un imprevedibile susseguirsi di rivelazioni inattese ed equivoci grotteschi, destinati a far emergere tutte le fragilità e le contraddizioni di una famiglia tutt’altro che perfetta.

NOTE DI REGIA
Rispetto a tanti miei film precedenti, Un tranquillo funerale di famiglia ha un solo grande obiettivo: la comicità. È un film divertente, basato sul ritmo, sulle trovate di sceneggiatura, sulle performance degli attori e sul politicamente scorretto. È la prima volta che affronto una storia dove il “ridere per ridere” è la qualità stessa del film e francamente mi sono divertito tantissimo a girarlo.

Film fruibile in modalità accessibile tramite l’App Movie Reading (MR), con audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti e sottotitoli per persone sorde e ipoacusiche

Regia

 

Massimiliano Bruno

Massimiliano Bruno è uno sceneggiatore, commediografo, attore e regista cinematografico e teatrale. Autore e regista di Nessuno mi può giudicare, Viva l’Italia, Confusi e felici, Gli ultimi saranno ultimi, Beata ignoranza, Non ci resta che il crimine, Ritorno al crimine, C’era una volta il crimine, I migliori giorni, I peggiori giorni e 2 cuori e 2 capanne.

Cast and Crew

Sceneggiatura:

Massimiliano Bruno, Edoardo Falcone ((adattamento dal film / based on the film Death at the Funeral di / by Dean Craig))

Fotografia:

Marco Bassano

Montaggio:

Luciana Pandolfelli

Scenografia:

Sonia Peng

Costumi:

Alberto Moretti

Musica:

Roberto Lobbe Procaccini

Suono:

Antongiorgio Sabia

Produttore:

Alessandro Usai, Pier Paolo Luciani, Alessandro Squarciotta

Produzione:

No Name Entertainment

Coproduttore:

Sony International Productions

Distribuzione italiana:

01 Distribution

Cast:

Claudia Pandolfi, Pietro Sermonti, Stefano Fresi, Beatrice Arnera, Dino Abbrescia, Giulia Vecchio, Edoardo Ferrario, Carlo Amleto, Alessandro Mauthe, Giovanni Iovino, Carlo Buccirosso, Diego Abatantuono, Stefania Sandrelli

 

RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:

Massimiliano Bruno lo confessa nelle note di regia, per la prima volta ha fatto un film solo per far ridere. Ed effettivamente il film fa ridere. Con trovate forse un po’ prevedibili, ma molto efficaci (sullo stile dei primi film scritti da Bruno con gli inseparabili compagni di battute, Fausto Brizzi e Marco Martani). Stile di commedia classica, corale, una farsa alla Feydeau, una pochade spensierata, con gag slapstick. Pensata proprio per far divertire gli spettatori, riuscendoci, e, di questi tempi, ne abbiamo davvero un disperato bisogno.

ATTENZIONE: ai titoli di coda non vi alzate di scatto fuggendo dalla sala come se il cinema bruciasse… per due buone ragioni: i) con probabilità quasi certa la sala non brucerà…, e , ii) sui titoli di coda scorrono le immagini della (bella) canzone di chiusura, cantata dalla meravigliosa Malika Ayane e da tutti gli attori che hanno preso parte al film, e, verso la fine, fateci caso, tra quelli che cantano c’è anche Saro Nastasi, Presidente della Festa del Cinema di Roma, il produttore Paolo De Brocco di Rai Cinema, e, proprio nell’ultimo fotogramma, anche il regista, barbuto, Massimiliano Bruno.

Curiosità, ho chiesto al regista: “Massimiliano quali i “tradimenti” di Funeral Party di Frank Oz? In scrittura vi è venuto il timore che fosse troppo usare per la terza volta nel film il tormentone dell’allucinogeno? (mi ha fatto venire in mente una battuta di repertorio di Salvatore Marino: “A Bergamo la metà degli abitanti sono bergamaschi e l’altra metà sono bergafemmine. È ‘na cazzata, però, fa ride…!”)”. La risposta di Massimiliano Bruno: “per l’allucinogeno siamo stati rispettosi della storia che si basava su quello. L’abbiamo trovato molto divertente era complicato cambiarlo. Lei arriva allucinata alla festa ed arriva a fare atti estremi. Lei ha voluto  prenderlo davvero l’allucinogeno nel film… si è sporta e ha urlato a tutte le bergafemmine!”. Ha poi voluto chiosare, da par suo, Diego Abbatantuono: “abbiamo usato anche lo stesso tipo di allucinogeno dell’originale…!”. –

 

VALUTAZIONE SINTETICA : 7