Juste une illusion RECENSIONE DI CATELLO MASULLO  

Da sx: Alessandra De Luca, moderatrice, Camille Cottin, Louis Garrel, Eric Toledano, Olivier Nakache (registi/directors). (Foto di Catello Masullo, Sala Petrassi, 18 ottobre 2026)

 

Juste une illusion RECENSIONE DI CATELLO MASULLO  

Juste une illusion

Eric Toledano, Olivier Nakache, Francia, 2026, 114 min

18 ottobre 16:00 Sala Sinopoli

Sinossi

  1. Vincent, che sta per compiere 13 anni, vive nella periferia parigina in una famiglia della classe media, tra un fratello maggiore distante e genitori in conflitto permanente. Non “più” un bambino e “non ancora” un adulto, Vincent si pone domande e dubbi sull’identità, l’amicizia, la famiglia, la religione, il desiderio e i primi slanci amorosi. Una commedia su quel periodo dell’infanzia in cui la speranza di cambiare il mondo non era “solo un’illusione…”

    NOTE DI REGIA
    Il nostro desiderio di partenza era raccontare l’uscita dall’infanzia, quel periodo di metamorfosi che ognuno di noi ha attraversato. Quel cambiamento nella percezione del mondo è uno sconvolgimento: esplorando tutti gli strati della nostra adolescenza, ci siamo resi conto che l’impronta emotiva di quegli anni era ancora molto presente in noi oggi. Il desiderio di mescolare realtà e commedia ha dato vita a questo progetto. Quello che speriamo è che ognuno possa afferrare qualcosa che gli appartiene, nel proprio vissuto e nella propria intimità. Ci si può muovere nello spazio, ma purtroppo non nel tempo, che è irreversibile; esistono però a volte dettagli che hanno un profumo d’eternità.

Regia

 

Eric Toledano

Eric Toledano e Olivier Nakache hanno iniziato la loro collaborazione con il cortometraggio Les Petits Souliers (1999). Nel 2011 è arrivato il fenomeno internazionale Quasi amici, che ha registrato oltre 19 milioni di spettatori in Francia e altri 34 milioni a livello internazionale.
Nel 2019 sono tornati con The Specials – Fuori dal comune (Hors Normes), che ha vinto il César degli studenti 2020 (César des lycéens).

 

Olivier Nakache

Eric Toledano e Olivier Nakache hanno iniziato la loro collaborazione con il cortometraggio Les Petits Souliers (1999). Nel 2011 è arrivato il fenomeno internazionale Quasi amici, che ha registrato oltre 19 milioni di spettatori in Francia e altri 34 milioni a livello internazionale.
Nel 2019 sono tornati con The Specials – Fuori dal comune (Hors Normes), che ha vinto il César degli studenti 2020 (César des lycéens).

Cast and Crew

Sceneggiatura:

Eric Toledano, Olivier Nakache

Fotografia:

Augustin Barbaroux

Montaggio:

Dorian Rigal-Ansous

Scenografia:

Jean Rabasse

Costumi:

Isabelle Pannetier

Musica:

Gogo Penguin

Suono:

Pascal Armant, Loïc Prian, Jean-Paul Hurier

Produzione:

Quad, Ten

Coproduzione:

Tf1 Films Production, Gaumont

Distribuzione italiana:

01 Distribution

Distribuzione internazionale:

Gaumont

Cast:

Louis Garrel, Camille Cottin, Pierre Lottin, Simon Bouclil, Alexis Rosenstiehl, Jeanne Lamartine

 

RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:

Alla Festa del cinema di Roma del 2020, in pieno lockdown da covid 19, Eric Toledano e Olivier Nakache furono tra i pochissimi registi stranieri ad affrontare coraggiosamente la trasferta a Roma per accompagnare il loro eccellente film The Specials . Fuori del Comune. Ricordo che la conferenza stampa fu fatta in una cornice quasi surreale. In una sala con ingresso limitato a pochissimi giornalisti, costretti a sedere su sedie poste ad almeno 4 metri dalla sedia più vicina. In quella occasione, chiesi ai registi: “In che misura il film riflette la realtà? Ed in quale misura è stata di ispirazione la commedia all’italiana classica dei Risi, Scola, Monicelli, che faceva ridere e faceva pensare, senza dimenticare un ingrediente fondamentale, un pizzico di cattiveria? “. La risposta di Eric Toledano fu: “di tutto quello che c’è di falso nel film, non è vero che Vincent Cassell non ha successo con le donne. Non è un documentario, ma un vero film di finzione. Una madre ha detto che il loro figlio ha avuto una relazione di amicizia con l’educatore migliore di qualsiasi altra mai avuta in precedenza. L’ispirazione è stata la commedia all’italiana, lo confermiamo. Anche con un pizzico di cattiveria, questa è una buona sottolineatura. Queste persone fanno del bene, senza rischiare di scadere nel buonismo. Magari la prossima vota ci metteremo un po’ di cattiveria in più.” Curiosamente, ma forse non più di tanto, anche nella conferenza stampa romana di Juste une Illusion, i registi hanno posto l’accento sul fatto che anche per questo loro ultimo film hanno tenuto sempre come riferimento la commedia all’italiana. Così come avevano fatto quando hanno avuto un successo stratosferico in tutto il mondo con Quasi Amici, confermando la loro straordinaria capacità di raccontare storie in modo brillante, e mai banale, con i successivi Samba , del 2014 e C’est la vie! – Prendila come viene, del 2016. Questo Juste une Illusion è il loro film più intimo e personale, con riferimenti autobiografici al periodo della loro adolescenza, con tutti i cambiamenti e gli sconvolgimenti che hanno provato all’epoca. Confermano il loro talento di raccontare e divertire. Di far sorridere e di far riflettere. Ed anche il pizzico di cattiveria che gli avevo “suggerito” allo scorso passaggio alla Festa di Roma, sembrano averlo recepito. Da non perdere.

 

Curiosità, anche in questa occasione ho fatto una domanda ai registi: “Eric, Olivier, la costruzione del. ritmo del film mi dà l’idea di un crescendo musicale. Noi diciamo crescendo rossiniano. Come una partitura musicale che cresce dall’inizio alla fine. Partendo un po’ in sordina e poi con una accelerazione costante verso gag situazioni, sempre più ravvicinante e sempre più incisive ed efficaci. Voi che costruite scientificamente tutti i vostri film, lo avete progettato così?”. La risposta di Eric Toledano: “il film è costruito per generali sensazioni. Ci siamo detti che lo spettatore doveva avere accesso al nostro universo attraverso colori, taglio dei capelli, audio. Abbiamo detto allo scenografo che dell’appartamento si deve sentire l’odore. C’è questo crescendo musicale con acme finale. Per essere emotivamente colpiti come se fossimo all’interno della famiglia. . E’ costruito come una partitura musicale. Come una commedia anni ‘80”. Hai poi completato la risposta anche Olivier Nakache: “si capisce molto questa analogia con l’opera. Gli attori sono come strumenti musicali. Ci piace costruire questa armonia. All’inizio noi suoniamo bene. È proprio una partitura musicale. Quando scriviamo teniamo conto dello strumento musicale di ogni attore”.

 

VALUTAZIONE SINTETICA : 8