Voilà, c’est fini  RECENSIONE DI CATELLO MASULLO  

Voilà, c’est fini  RECENSIONE DI CATELLO MASULLO  

Gustave Kervern, Francia, 2026, 102 min

18 ottobre 18:00 Teatro Studio Gianni Borgna

Sinossi

Isole Mauritius. Tra Pierre, impiegato d’albergo, e Louise, turista francese, nasce una storia d’amore. Lui le mostra un altro volto dell’isola: spiagge selvagge, vita notturna, strade popolari. Entrambi sognano, a modo loro, un’altra vita e la libertà. Ma il loro tempo insieme volge al termine e, con la partenza di Louise ormai vicina, Pierre sente incombere il futuro che ha sempre rifiutato. È il momento di rischiare tutto per cambiare il corso della propria vita.

NOTA SUL FILM
Kervern racconta la contemporaneità dalla prospettiva di un mondo apparentemente lontano, dove la vita “vera” degli isolani si svolge accanto a quella artificiale dei turisti. Non dimentica lo humour pungente e paradossale dei suoi film precedenti, ma non cerca mai la provocazione frontale: lascia parlare le immagini e fa un uso straordinario di una colonna sonora a contrasto, che va da Peaches ai Suicide.

NOTE DI REGIA
Non avevo mai scritto una storia d’amore e volevo che questa unisse due giovani: Pierre, mauriziano, e Louise, una turista francese che si confronta con il mondo esterno, mentre i suoi genitori escono raramente dall’hotel. Al di là di quelle mura, le disuguaglianze sono evidenti. Louise soffre di anoressia, una malattia che mi turba. Privarsi del cibo in un luogo dove non tutti hanno da mangiare è una contraddizione profonda. Il film mette a fuoco le contraddizioni di Mauritius e del nostro mondo: schiavitù, inquinamento, crisi climatica, consumismo e overtourism sono legati agli effetti di un capitalismo ormai al limite, che lascia l’umanità senza fiato. Tutto questo mi inquieta.

Regia

 

Gustave Kervern

Regista, sceneggiatore e attore franco-mauriziano, Gustave Kervern si è fatto conoscere dal grande pubblico su Canal+ grazie al programma satirico Groland. Dal 2004 ha formato un duo cinematografico con Benoît Delépine. Insieme hanno firmato opere singolari e anticonformiste, da Aaltra a Effacer l’historique, presentate nei principali festival internazionali, tra cui Cannes, Berlino e San Sebastián. Parallelamente, ha sviluppato una significativa carriera d’attore. Voilà, c’est fini è il è il suo esordio cinematografico come unico regista.

Cast and Crew

Sceneggiatura:

Gustave Kervern

Fotografia:

Stéphane Gumuschian (Nigentz)

Montaggio:

Anny Danché

Scenografia:

Laziz Belkaï

Costumi:

Oriane Gumuschian

Musica:

Warren Ellis

Suono:

Philippe Welsh, Loïc Prian, Niels Barletta

Produttore:

Sylvie Pialat, Benoît Quainon

Produzione:

Les Films du Wors

Coproduzione:

No Money Productions

Distribuzione internazionale:

Pyramide International

Cast:

Loïc Mandere, Suzanne Lindon, Léa Drucker, Mathieu Amalric, Martine Hennequin-Charrié, Menwar, Edeen Bhugeloo, Carlita Latour, Victor Kervern

 

RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:

Uno scambio di battute tra il protagonista e la madre cameriera è illuminante per la storia del film: “Non ci sono animali che servono altri animali. Le scimmie spulciano altre scimmie, ma poi vengono spulciate. / Figlio mio, da sempre c’è chi nasce per comandare e chi nasce per essere comandato”. Le Isole di Mauritius sono un paradiso di vacanze, che durano tutto l’anno. Una parte rilevante degli abitanti sono occupati nell’industria del turismo, molto fiorente. Ma sempre in ruoli subordinati, camerieri, addetti alla ristorazione, personale alberghiero, guide turistiche, accompagnatori in escursioni, ecc. Tutti i mauriziani che instaurano un rapporto con un turista vivono il loro “vero” tempo di vita confrontato con il tempo di vita “falso” del turista, che dura , in media una sola settimana. Finita la quale, tutti i sogni svaniscono, perché, Voila, c’est fini!.  Riflessioni esistenziali non banali, confezione generale di livello.

 

VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5