VENEZIA 76 : PSYKOSIA (RECENSIONE DI ANNA PICCINI)

PSYKOSIA

VENEZIA 76 : RECENSIONE DI ANNA PICCINI

Estratto dalla cartella stampa 34. Settimana della Critica ( a Cura del Sindacato Critici Cinematografici Italiani):

PSYKOSIA | PSYCHOSIA

di Marie Grahtø. Danimarca, Finlandia, 2019. Col., 87’

 

Sceneggiatura: Marie Grahtø. Fotografia: Catherine Pattinama Coleman. Montaggio: Linda Man. Suono: Mathias Dehn Middelhart. Musiche: Pessi Levanto. Scenografia: Josephine Farsø Rasmussen. Costumi: Charlotte Scheffmann Weber. Effetti speciali: Peter Hjort. Interpreti: Lisa Carlehed, Victoria Carmen Sonne, Trine Dyrholm, Bebiane Ivalo Kreutzmann. Produzione: Amalie Lyngbo Quist, Julie Friis Walenciak – Beo Starling. Co-produzione: Mark Lwoff, Misha Jaari – Bufo.

 

Ispirato alla vera storia medica della regista, il film è sospeso fra atmosfere argentiane e virtuosismi visivi in stile Lars Von Trier. Un autentico elogio della follia. E del cinema. Un’inebriante esplosione di forme fuori da tutti gli schemi. Un thriller sorprendente, sensuale, interpretato da Tryne Dyrhol (Nico, 1988) e da Victoria Carmen Sonne (Holiday, Winter Brothers)

 

Sinossi
Viktoria è una singolare ricercatrice nel campo del suicidio, estremamente autodisciplinata, che viene invitata in un reparto psichiatrico per curare Jenny, una paziente con tendenze suicide. Nel corso di intime conversazioni notturne si crea tra loro un forte legame. Per la prima volta nella sua vita, Viktoria si apre e entra in stretto contatto con un’altra persona. Ma più le due donne si avvicinano, più diventa chiaro che non tutto è come sembra.

 

 

Marie Grahtø (1984) si è laureata alla scuola di cinema indipendente Super16 nel 2014. Ha portato nei festival di tutto il mondo i suoi tre cortometraggi Daimi (2012), Yolo (2013) e il suo lavoro di laurea Teenland (2014). Psychosia (2019) è il suo debutto nel lungometraggio.

 

RECENSIONE : Film di esordio di Marie Grahtø, largamente autobiografico. Significativo l’esergo iniziale pronunciato fuori campo : “Un umano e’ fatto di energia. Energia che si divide in due circuiti : uno dell’ideale ed uno del desiderio. Circuiti che lottano l’uno contro l’altro”. Raccontato con lo stile del thriller psicologico, il film e’ visionario, fascinoso, rarefatto, fatto di sguardi e di atmosfere. Che puo’ contare sulle interpretazioni di altissimo livello di Victoria Carmen Sonne, Trine Dyrholm e Lisa Carlehed. Peccato lo scivolamento, a tratti, nel cerebrale. In ogni caso un’opera prima rimarchevole.

VALUTAZIONE SINTETICA COMPLESSIVA : 7/10