IL DIAVOLO VESTE PRADA 2, RECENSIONE DI CATELLO MASULLO
Credits e sinossi da cinematografo.it e AntonioGenna.net
Il Diavolo veste Prada 2
The Devil Wears Prada 2
USA 2026
SINOSSI: La lotta di Miranda Priestly contro Emily Charlton, la sua ex assistente diventata dirigente rivale, mentre competono per gli introiti pubblicitari in un periodo di declino della carta stampata e mentre Miranda si avvicina alla pensione.
Regia: David Frankel
Attori:
| PERSONAGGI | INTERPRETI | DOPPIATORI |
| MIRANDA PRIESTLY | Meryl Streep | MARIA PIA DI MEO |
| ANDREA ‘ANDY’ SACHS | Anne Hathaway | CONNIE BISMUTO |
| EMILY CHARLTON | Emily Blunt | FRANCESCA MANICONE |
| NIGEL KIPLING | Stanley Tucci | GABRIELE LAVIA |
| BENJI BARNES | Justin Theroux | FABRIZIO VIDALE |
| STUART | Kenneth Branagh | MARCO METE |
| LILY | Tracie Thoms | ALESSANDRA CASSIOLI |
| IRV RAVITZ | Tibor Feldman | MICHELE GAMMINO |
| AMARI MARI | Simone Ashley | GIULIA FRANCESCHETTI |
| SASHA BARNES | Lucy Liu | GIUPPY IZZO |
| PETER | Patrick Brammall | NISEEM ONORATO |
| CHARLIE | Caleb Hearon | RICCARDO SUAREZ |
| JIN CHAO | Helen J. Shen | SARA LABIDI |
| JAY RAVITZ | B.J. Novak | EDOARDO STOPPACCIARO |
| TALIA | Rachel Bloom | PERLA LIBERATORI |
| MACK | Larry Mitchell | STEFANO THERMES |
| LADY GAGA | Lady Gaga | BENEDETTA DEGLI INNOCENTI |
| MARTA | ROSSA CAPUTO | |
| BRONWYN | Eloise Ro | SOFIA ATZA |
| DIRK | Daniel Liu | ALESSANDRO SANGUIGNI |
| SANDEEP | MATTEO COSTANTINI | |
| ILANA | Pauline Chalamet | ISABELLA BENASSI |
| MARK JACOBS | Mark Jacobs | ALBERTO ANGRISANO |
| JON BATISTE | Jon Batiste | GABRIELE TACCHI |
| SULEIKA JAOUAD | Suleika Jaouad | LIVIA AMATUCCI |
| KARA SWISHER | Kara Swisher | VALERIA VIDALI |
| AMELIA DIMOLDENBERG | Amelia Dimoldenberg | LUISA ANDREAZZA |
| LAW ROACH | Law Roach | STEFANO DORI |
| RORY McILROY | Rory McIlroy | GABRIELE MARCHINGIGLIO |
| KARL-ANTHONY TOWNS | Karl-Anthony Towns | RICCARDO D’AQUINO |
| JENNA BUSH HAGER | Jenna Bush Hager | GIULIA SANTILLI |
| ANNUNCIATORE | FRANCESCO DE FRANCESCO |
Sceneggiatura: Aline Brosh McKenna
Fotografia: Florian Ballhaus
Musiche: Theodore Shapiro
Durata: 120
Colore: C
Tratto da: romanzo “La vendetta veste Prada. Il ritorno del diavolo” di Lauren Weisberger
Produzione: Wendy Finerman
Distribuzione: The Walt Disney Company Italia
Data uscita: 2026-04-29
RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:
“Cazzimma” è un termine della lingua napoletana che non ha una corrispondenza in una unica parola della lingua italiana. Si può tradurre solo con una somma di molte delle parole del vocabolario, ciascuna delle quali ne rappresenta solo uno dei molteplici aspetti. “Cazzimma”, infatti, indica, originariamente, un atteggiamento cinico, opportunistico e avido, finalizzato a ottenere il proprio tornaconto personale, senza guardare in faccia nessuno, anzi, spesso, ai danni di altri. Ma non è tutto, perché comprende inoltre atteggiamenti di sottile perfidia o malizia. Più di recente ha finito con il perdere alcuni dei connotati negativi, acquistandone di positivi, arrivando ad indicare anche grinta e scaltrezza. La più perfetta materializzazione fisica della “cazzimma” (di ieri e di oggi) è il personaggio inventato dalla romanziera Lauren Weisberger: Miranda Priestly, uno dei personaggi più iconici e glamour della straordinaria carriera attoriale di Meryl Streep. Di cui si sentiva talmente la mancanza, che la stessa romanziera l’ha riportata in vita con “La vendetta veste Prada. Il ritorno del diavolo”, sequel del suo primo romanzo “Il Diavolo Veste Prada”, che ispirò il primo film nel 2006. E venti anni dopo esatti anche il grande schermo non poteva perdere l’occasione: stesso regista, David Frankel, stessa romanziera, stessa sceneggiatrice, Aline Brosh McKenna, stesso direttore della fotografia, Florian Ballhaus, stesso autore delle musiche, Theodore Shapiro, stesse star: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci. Squadra che vince, non si cambia. Questo secondo film è, però, molto più meditato e sofisticato, con una produzione sontuosa, costata circa 4 volte il film di 20 anni fa (più di 150 milioni di dollari questo, circa 40 milioni quello del 2006). Ma ci voleva un colpo di genio per evitare il cliché della ripetizione copia/incolla: 20 anni di lievitazione per ingigantire la “cazzimma” di Miranda al diapason. “Siamo chiari: non meriti questo lavoro, non ti ho assunta io, dobbiamo solo aspettare il momento della caduta. Arriverà!”. Sentenzia la Streep alla molto più giovane Hathaway, che fu sua assistente alle prime armi 20 anni prima. Cinismo ai massimi livelli. Che non rinuncia alla spudoratezza di mentire platealmente, pur di riaffermare la sua supremazia/superiorità a tutti i costi, come in questo botta e risposta con la stessa Hathaway: “Ho sempre saputo che avresti fatto qualcosa di grande. / Ma se ti eri dimenticata di me!/ Vero. Ma, prima di quello, lo sapevo!”. Il film non è solo sfilate di moda, ma anche una riflessione, tutt’altro che banale e scontata in un blockbuster, sul giornalismo (“Certe cose sono più importanti dei soldi, il giornalismo è importante, cazzo!”, afferma con veemenza Anne Hathaway, mentre sta ricevendo un premio di giornalismo, immediatamente dopo essere stata licenziata con un semplice messaggino, all’inizio del film, quasi come un esergo di significanza), sul potere della grande finanza, sulla minaccia della intelligenza artificiale, sulla scomparsa degli editori puri, ed altro ancora. Molti i riferimenti alla attualità, spesso conditi al vetriolo, al tecnocapitalista Elon Musk, alla inossidabile Anna Wintour, cui è chiaramente ispirato il personaggio di Miranda, 20 anni fa come oggi, dato che nello scorso dicembre è stata promossa a global chief content officer e artist director di Condé Nasté, la società che controlla Vogue, che nel film è lo stesso incarico a cui aspira Miranda, e così via. Il film eccelle in tutti i settori, ma sono gli attori le migliori frecce al suo arco. Non ci sono più parole, aggettivi e superlativi per descrivere l’arte attoriale di Meryl Streep(itosa) (103 film da attrice, con 188 premi, tra i quali 3 Oscar, e 398 nominations). Ma non sfigurano, anzi, i co-protagonisti Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci e tutti gli altri superprofessionisti impiegati. Da non perdere.
VALUTAZIONE SINTETICA: 8
