Tin Castle RECENSIONE DI ROSSELLA POZZA
Noah Segan Stati Uniti 2026 88 min
Credits e sinossi: https://filmguide.romacinemafest.org/it/detail/?id=14890
Tin Castle
Alexander MurphyFrancia, Irlanda 2026 96 min
14 ottobre 16:30 Teatro Studio Gianni Borgna
Sinossi
La famiglia O’Reilly vive arenata nei campi: Pa, Lisa e i loro dieci figli attraversano le stagioni in una roulotte che è un fragile castello di lamiera, eredi di un modus vivendi nel segno della transitorietà. Il loro equilibrio vacilla, ma i ragazzi ridono, i cani abbaiano, la carovana tiene…
NOTA SUL FILM
Alexander Murphy ha fatto della macchina da presa, nelle sue parole, quasi «l’undicesimo figlio» degli O’Reilly. Il risultato evita il folklore e la denuncia sociologica programmatica, lasciando invece spazio all’osservazione della povertà, dell’isolamento e dei pregiudizi ma anche dei giochi infantili e di una sorprendente allegria.
NOTE DI REGIA
Sono affascinato dai nomadi irlandesi, ma non ho mai voluto cadere nel folcloristico. Ho incontrato gli O’Reilly nel 2020, e dedicato alla realizzazione del film un intero capitolo della mia vita, durante il quale avrei voluto diventare anche io uno di loro. La cinepresa, lei sì, ci è riuscita.
Regia
Alexander Murphy
Alexander Murphy è un cineasta emergente franco-irlandese. Nel raccontare storie di giovani e comunità tradizionali, Murphy è solito indagare questioni di sradicamento e trasmissione culturale; con sensibilità e un occhio attento alla qualità della fotografia, procede fin nell’intimità di vita di gruppi marginalizzati e vessati da condizioni materiali estreme, e ne cura le memorie.
Cast and Crew
Sceneggiatura:
Alexander Murphy, Jean-Baptiste Plard
Fotografia:
Alexander Murphy
Montaggio:
Nicolás Longinotti
Musica:
Rym Debbarh-Mounir, Lucien Richardson
Produttore:
Cosme Bongrain, David Collins, Eamon Hughes
Produzione:
Goodseed Productions, Samson Films
Distribuzione internazionale:
Films Boutique
RECENSIONE DI ROSSELLA POZZA
La macchina da presa segue le vicende di una famiglia di nomadi irlandesi, composta da madre, padre e 10 figli, dai 16 ai 4 anni, che vivono nella assoluta precarietà in una roulotte, con gioia, soprattutto dei bambini, che godono di spazi sconfinati, giocano con cavalli e cani, vanno a caccia di conigli selvatici. La troupe, che deve essere stata minimale, è diventata trasparente per gli “osservati”, i quali svolgono la loro vita abituale, senza esserne influenzati. Lavoro di notevole interesse antropologico. Che mette in luce la difficoltà di vivere da nomade in qualsiasi contesto sociale.
Sir Alfred Hitchcock, uno che di cinema se ne intendeva parecchio, usava dire che un film per essere interessante deve trattare la vita di tutti i giorni, togliendo tutte le parti noiose. Tin Castle, invece, fa vedere la vita di tutti i giorni, incluse le parti noiose…
BALUTAZIONE SINTETICA: 6.5
