Scipione detto anche l’Africano
Genere: commedia
Nazione: Italia
Anno produzione: 1971
Durata: 114’
Regia: Luigi Magni
Cast: Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Silvana Mangano, Ruggero Mastroianni
Sceneggiatura: Luigi Magni
Distribuzione: 01 Distribution
Altro che Impero, questo resta sempre un villaggio di pecorari
Scipione, detto “l’Africano” (Mastroianni), e suo fratello, detto “l’Asiatico”, sono accusati di peculato da Catone “il Censore” (Gassman). In verità, trattasi soltanto di una vile manovra politica per infangare la gloriosa reputazione del generale romano, vincitore di Cartagine; “Carthago delenda est” fu proprio la celeberrima esortazione di Catone nel distruggere il nemico, per la supremazia sul Mediterraneo. Infatti, egli non è tanto preoccupato di sapere quale fine abbia fatto il denaro presumibilmente rubato, quanto di infliggere un colpo fatale al prestigio dell’avversario nella scalata al Potere, così da evitare che, in un periodo in cui a Roma scarseggiano i grandi uomini, la personalità del condottiero faccia correre alla Repubblica il rischio di una dittatura.
“l’Africano”, che è integerrimo e orgoglioso esattamente come deve essere un cittadino dell’Urbe, si difende dall’accusa con tenacia, per scoprire con sua somma delusione che le sue vittorie militari son diventate con gli anni un fardello per i romani; i quali preferiscono non essere schiacciati dal peso di vecchi eroismi.
Una città sempre in bilico tra vocazione universale e anima provinciale
Scipione detto anche l’Africano è un altro di quei tantissimi momenti di qualità di un grande cinema italiano che purtroppo non esiste più. Il film di Magni è esempio eccelso dell’arte drammaturgica, con dialoghi stupendi, nei quali si ritrova anche un pizzico dello spirito sardonico tipico del genere decameronesco. Quest’ultimo, se unito come avviene in questo caso all’ironia decadente che fa parte dell’umorismo capitolino, regala al pubblico momenti di alta teatralità. In effetti, questa pellicola ha ben poco del linguaggio cinematografico: il regista utilizza le splendide rovine di Villa Adriana a Tivoli come un immenso palcoscenico; i costumi sono francamente non perfetti, e troviamo la presenza di diverse comparse però di scarso rilievo. Tutta la narrazione si articola in dialoghi, tirate e monologhi che vedono i due mattatori del nostro cinema dilettarsi in un linguaggio di trilussiana memoria, ricucendo in tal modo anche un suggestivo rapporto con la nostra storia moderna.
Le vicende mostrano i drammi di Scipione alle prese con la corruzione e l’accidia di una Roma che si apprestava a diventare lo snodo del mondo. L’opera non è solo una acuta riflessione sugli inguaribili mali della politica, bensì mette alla berlina il millenario dualismo di una città divisa tra la sua vocazione di centro universale e un animo gretto, provinciale e pressapochista. Non c’è che dire, quando si tratta di Roma, Luigi Magni dà sempre il meglio!
Riccardo Rosati
Caratteristiche tecniche
Formato Video: 4/3 – 1.33
Formato audio: Italiano 2-0
Sottotitoli: Italiano per non udenti
La qualità audio e video è buona. Il DVD si presenta in un elegante cofanetto cartonato.
