Changer l’eau des fleurs RECENSIONE DI CATELLO MASULLO  

Da sx: Alessandra De Luca, moderatrice, Sergio Castellitto, Jean-Pierre Jeunet (regista/director),  Leïla Bekhti, Matthias Schoenaerts, Elisabeth d’Arvieu, Matthias Weber,  Carlo Degli Esposti (produttori/producers). (Foto di Catello Masullo, Sala Petrassi, 20 ottobre 2026)

Changer l’eau des fleurs RECENSIONE DI CATELLO MASULLO  

Changer l’eau des fleurs

Jean-Pierre Jeunet, Francia, Italia, 2026, 138 min

20 ottobre 18:15 Sala Sinopoli

Sinossi

Violette Toussaint è la custode di un piccolo cimitero della Borgogna. Nella sua casa, passanti e frequentatori abituali vengono a lasciare un segreto e portarsi via un po’ di calore. Insieme alla piccola squadra di addetti alle sepolture, forma una famiglia un po’ fuori dal comune. Ma quali eventi hanno portato Violette in questo mondo dove il tragico e il comico si intrecciano?

NOTE DI REGIA
Leggendo Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin, è successa una cosa davvero rara: me ne sono subito innamorato. C’erano almeno due idee geniali per pagina, dettagli, riflessioni e espressioni fantastiche. Violette ha soprattutto senso dell’umorismo, una certa leggerezza e, dopo il dramma che ha vissuto, dimostra resilienza, anche se questo termine è ormai abusato. È un film molto luminoso, che finisce in modo gioioso nonostante sia attraversato da grandi drammi. Mi piace girare con una focale corta: uso il 21 o il 25 mm, a volte anche il 18 mm, per avere una grande profondità di campo e dare molta espressività ai personaggi. Quando Leïla fissa la macchina da presa, all’inizio e alla fine del film, ottengo un effetto stilistico un po’ artificiale che adoro. Sergio Leone diceva una frase che ho fatto mia: «Il tema dei miei film è il cinema». Non bisogna aver paura della forma.

Regia

 

Jean-Pierre Jeunet

Jean-Pierre Jeunet ha esordito con cortometraggi animati e live-action, spesso co-diretti con Marc Caro, vincendo due César per Le manège (1981) e Foutaises (1991). Nel 1991 ha diretto con Caro Delicatessen, premiato con due César, tra cui quello per la migliore opera prima. Dopo Alien – La clonazione (1997), nel 2001 ha realizzato Il favoloso mondo di Amélie, fenomeno internazionale candidato a cinque Oscar e vincitore di quattro César, tra cui miglior film e miglior regista. Ha poi diretto Una lunga domenica di passioni, L’esplosivo piano di Bazil, Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet e Big Bug.

Cast and Crew

Regia:

Jean-Pierre Jeunet

Sceneggiatura:

Jean-Pierre Jeunet, Guillaume Laurant (dal romanzo Cambiare l’acqua ai fiori / based on the novel Fresh Water for Flowers di / by Valérie Perrin)

Fotografia:

Thomas Hardmeier

Montaggio:

Hervé Schneid A.C.E.

Scenografia:

Aline Bonetto

Costumi:

Madeline Fontaine A.F.C.C.A

Musica:

SAYCET

Suono:

Josselin Panchout

Produzione:

Palomar, 24 25 Films (società Mediawan)

Coproduzione:

StudioCanal, France 2 Cinéma

Distribuzione italiana:

Lucky Red

Distribuzione internazionale:

Studiocanal

Trucco:

Nathalie Tissier

Cast:

Leïla Bekhti, Matthias Schoenaerts, Melvil Poupaud, Anouk Grinberg, Natacha Lindinger, Clotilde Mollet, Philippe Uchan, Philippe Rebbot, Arnaud Maillard, Émilie Gavois-Kahn, Bruno Lochet, Élodie Batard Gaultier, Laure Sagols, Sarah Bauer, Émilie Hubert, Sergio Castellitto, Alban Lenoir, Claire Nadeau

 

RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:

Jean-Pierre Jeunet non sbaglia mai un film. Ha un suo stile, un marchio di fabbrica, molto originale, che finisce sempre con il sorprenderti e l’affascinarti al suo modo di raccontare le storie che sceglie. Non fa eccezione questo Changer l’eau des fleures, che prende lo spunto dal romanzo omonimo di Valérie Perrin, con il quale condivide la genialità delle trovate, del gusto di caratterizzazione degli stravaganti personaggi, delle messe in scena in straordinarie locations e scenografie. Resteranno impresse nella memoria la infinita dolcezza del volto della protagonista, una deliziosa Leïla Bekhti, e il ballo dei gitani al funerale, da antologia. Imperdibile.

 

VALUTAZIONE SINTETICA : 8