LEZ-AMA: A LIFE IN FILMING di Monica Moya, recensione di Catello Masullo

CRITICO: CATELLO MASULLO

TULIPANI di SETA NERA 2023

 

LEZ-AMA: A LIFE IN FILMING di Monica Moya – voto 7

La voce narrante fuori campo informa subito lo spettatore, ad esergo iniziale, che in Colombia ogni tre giorni viene assassinato un leader sociale. Il film focalizza, in particolare l’assassinio del 2019 di Mauricio Lezama, un filmaker ed attivista sociale che stava preparando un film su una sopravvissuta allo sterminio dei militanti del partito di sinistra Unión Patriótica da parte dello stato colombiano, come riconosciuto in una recentissima sentenza storica emessa dalla Corte Interamericana de Derechos Humanos (CIDH). Ma il film non si limita a raccontare questo grave assassinio: Ne prende lo spunto per riflettere sull’essenza del cinema, che definisce come “uno strumento scientifico, come un microscopio per esplorare la realtà”. Ed anche come potentissimo strumento di denuncia. Tanto potente da far talmente paura ai detentori del potere ad indurli a ordinare efferati stermini, pur di metterlo a tacere. Si possono sopprimere cento, mille voci, ma ne resterà sempre qualcuna a gridare allo scandalo. È quello che fa oggi la regista Monica Moya, raccontandoci la storia di Lezama. Rendendolo immortale, come le sue idee e le sue denunce. Con un uso intelligente ed efficace del materiale di repertorio, girato dallo stesso Lezama, oppure su Lezama. A vincere è ancora la magia e la potenza del cinema. Che fa la storia attraverso la pellicola, un oggetto di poco più spesso delle ali di una farfalla, come diceva un altro martire, grande facitore di film, Pierpaolo Pasolini.